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adora il sole più dei pittori di macchia e di impressioni.
Le sue opere, infatti, hanno sempre le vele spalancate
e liete delle luce. Una luce che diventa bagliore
di mezzogiorno estivo e dilatazione di metallo rovente
quando Ferraro, premuto da improvvise istanze liriche,
la spinge verso miti panici e mistiche trascendenze.
Boschi e paesi solennemente inquadrati tra prismatiche
trascendenze, promontori aderbati, fioriture campestri
dalle pure innocenze di battesimo, presente e passato,
realtà e sogno, sorrisi e accigliamenti, paci ed
onde, favole e canto. Ecco i motivi dominanti di
questo autentico artista, motivi eterni che nessuna
rivolta artistica potrà mai cancellare. (A. Tiberio)
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il Ferraro è una specie di "fauve" (e persino chiarista),
innamorato della luce, la quale, nel contesto della
sua opera si confonde con la materia della tessera
cromatica. La luce e il colore centralizzano ogni
regione del dipinto; e sono, queste zone, terre
dissepolte, bruciate, venate e fettate, come a voler
mostrare ogni mistero di sé. La natura quasi fuoriesce
con la forza dei colori e si mostra nella sua pienezza
multiforme, diventa quasi un emblema. .... (F. Tralli)
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