.... adora il sole più dei pittori di macchia e di impressioni. Le sue opere, infatti, hanno sempre le vele spalancate e liete delle luce. Una luce che diventa bagliore di mezzogiorno estivo e dilatazione di metallo rovente quando Ferraro, premuto da improvvise istanze liriche, la spinge verso miti panici e mistiche trascendenze. Boschi e paesi solennemente inquadrati tra prismatiche trascendenze, promontori aderbati, fioriture campestri dalle pure innocenze di battesimo, presente e passato, realtà e sogno, sorrisi e accigliamenti, paci ed onde, favole e canto. Ecco i motivi dominanti di questo autentico artista, motivi eterni che nessuna rivolta artistica potrà mai cancellare. (A. Tiberio)

..... il Ferraro è una specie di "fauve" (e persino chiarista), innamorato della luce, la quale, nel contesto della sua opera si confonde con la materia della tessera cromatica. La luce e il colore centralizzano ogni regione del dipinto; e sono, queste zone, terre dissepolte, bruciate, venate e fettate, come a voler mostrare ogni mistero di sé. La natura quasi fuoriesce con la forza dei colori e si mostra nella sua pienezza multiforme, diventa quasi un emblema. .... (F. Tralli)

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Parte di alcune recensioni dal 1978